Percorsi Mindfulness per bambini e adolescenti

Coltivare consapevolezza, attenzione e capacità di stare con ciò che accade

Bambini e adolescenti non sono semplicemente adulti più piccoli.

Durante la crescita, attenzione, autoregolazione, flessibilità, capacità di osservare ciò che accade e di modulare le proprie reazioni si sviluppano progressivamente.

Un bambino può provare una rabbia molto intensa senza avere ancora imparato a riconoscerla mentre arriva.

Un adolescente può sentirsi travolto da un'emozione, da un pensiero o da una situazione relazionale e reagire prima ancora di avere avuto il tempo di chiedersi: “Che cosa mi sta succedendo?”

Non significa che bambini e ragazzi siano incapaci di controllarsi.

Significa che l'autoregolazione è una competenza in costruzione.

E, come molte competenze, può essere allenata.

Che cosa significa, concretamente, mindfulness per un bambino o per un ragazzo?

Non significa imparare semplicemente a rilassarsi.

E non significa chiedere a un bambino di stare fermo a meditare per mezz'ora.

La mindfulness insegna innanzitutto a fermarsi abbastanza da accorgersi di ciò che sta accadendo: nel corpo, nei pensieri, nelle emozioni e nell'ambiente intorno a sé.

Un bambino può imparare ad accorgersi che la rabbia sta crescendo prima di arrivare all'esplosione.

Può riconoscere quella sensazione di agitazione nella pancia prima di una verifica.

Può notare che la mente continua a pensare alla partita persa anche mentre sta facendo i compiti.

Può imparare che un'emozione intensa, per quanto scomoda, può essere osservata e attraversata senza dover reagire immediatamente.

Un adolescente può imparare a riconoscere il flusso dei propri pensieri senza considerarli automaticamente veri.

Può accorgersi di ciò che succede nel corpo quando è sotto pressione.

Può creare qualche secondo di spazio prima di rispondere a un messaggio, prima di reagire a una provocazione o prima di lasciarsi trascinare completamente da ciò che sta provando.

Non insegniamo a non avere emozioni.
Non insegniamo a eliminare i pensieri difficili.
Non insegniamo a essere sempre calmi.

Insegniamo a riconoscere ciò che accade mentre accade e a sviluppare, gradualmente, un modo più consapevole di stare dentro l'esperienza.

Dalla reazione alla possibilità di scegliere

Immaginiamo un ragazzo che riceve un messaggio che interpreta come offensivo.

La reazione automatica può essere:

messaggio → rabbia → impulso → risposta

La pratica della consapevolezza può aiutare a creare uno spazio:

messaggio → mi accorgo della rabbia → sento cosa succede nel corpo → riconosco i pensieri → mi fermo → scelgo come rispondere

Quello spazio può essere piccolissimo.

Ma è proprio lì che può nascere una possibilità di scelta.

Lo stesso può accadere nella vita quotidiana di un bambino: durante un litigio con un compagno, davanti a una frustrazione, quando qualcosa non riesce come vorrebbe o quando un'emozione sembra diventare troppo grande.

La mindfulness non promette di eliminare queste esperienze.

Può offrire, invece, un allenamento alla consapevolezza con cui imparare gradualmente a incontrarle.

Perché proporre questi percorsi oggi?

Le difficoltà emotive e psicologiche durante l'infanzia e soprattutto nell'adolescenza rappresentano oggi una questione importante per famiglie, scuole e servizi.

Anche in Italia sono aumentate negli ultimi anni le richieste di aiuto per difficoltà legate al benessere psicologico e alla regolazione emotiva.

Questo non significa che ogni bambino o adolescente sia destinato a sviluppare un problema psicologico.

Significa che diventa sempre più importante creare occasioni per sviluppare fin dall'infanzia consapevolezza, capacità attentive e competenze di autoregolazione, così come facciamo con tante altre abilità che accompagnano la crescita.

La mindfulness, in questo contesto, può essere proposta come pratica educativa e di promozione del benessere, non come trattamento di un disturbo.

Quando sono presenti problematiche psicologiche o neuropsichiatriche che richiedono una valutazione o un intervento clinico, questi percorsi non sostituiscono il lavoro dei professionisti sanitari di riferimento.

Due età, due percorsi

Per questo ho scelto di dedicare nella mia scuola uno spazio specifico a bambini e adolescenti, proponendo percorsi distinti e adattati alla fase di sviluppo.

Per i bambini dai 5 agli 11 anni, il percorso Mindfulness Matters® utilizza il gioco, il movimento, le immagini, l'esperienza sensoriale e brevi pratiche di attenzione per avvicinare i bambini alla consapevolezza in modo naturale e adeguato alla loro età.

Per gli adolescenti dagli 11 ai 17 anni, il percorso Making Friends with Yourself (MFY) integra mindfulness e self-compassion, accompagnandoli nell'esplorazione del rapporto con se stessi, con le proprie emozioni, i propri pensieri e le difficoltà che possono incontrare durante questa fase della vita.

Due percorsi diversi.
Un unico filo conduttore: imparare a conoscersi, a fermarsi e a stare con ciò che accade con maggiore consapevolezza.