Percorsi Mindfulness per bambini e adolescenti

Coltivare consapevolezza, attenzione e capacità di stare con ciò che accade 

Bambini e adolescenti non sono semplicemente adulti più piccoli. Il loro cervello è in continua evoluzione e, con esso, maturano progressivamente capacità fondamentali come attenzione, autocontrollo, flessibilità cognitiva, pianificazione e regolazione delle emozioni. 

Durante l'infanzia queste competenze sono ancora in costruzione. Nell'adolescenza, mentre aumentano l'autonomia, la sensibilità alle relazioni e l'intensità delle esperienze emotive, i sistemi cerebrali coinvolti nella regolazione e nel controllo degli impulsi stanno ancora maturando.

È anche per questo che un bambino può vivere una grande frustrazione senza avere ancora gli strumenti per gestirla, mentre un adolescente può reagire in modo molto intenso a una situazione che, osservata dall'esterno, potrebbe sembrare di poca importanza.

Non significa che bambini e ragazzi siano "incapaci di controllarsi", significa che la capacità di autoregolazione è una competenza che si sviluppa e può essere allenata.

Nel 2026 ho scelto di dedicare uno spazio specifico della mia scuola aqueste due fasce d'età, creando percorsi di mindfulness ispirati ai principi dell'approccio Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) e adattati all'età dei partecipanti.

Non si tratta di chiedere a un bambino di "stare fermo e meditare" o di insegnargli semplicemente a rilassarsi.

L'obiettivo è aiutarlo a sviluppare, attraverso l'esperienza, una maggiore capacità di accorgersi di ciò che sta vivendo prima di reagire automaticamente.

Che cosa significa, nella vita quotidiana?

Un bambino può imparare a riconoscere che sta diventando arrabbiato prima di arrivare all'esplosione.

Può accorgersi che la mente continua a pensare alla partita persa mentre sta facendo i compiti.

Può imparare a sentire il corpo quando è agitato, stanco o sotto pressione.

Un ragazzo può imparare a riconoscere il flusso dei pensieri prima di lasciarsi trascinare completamente da essi, oppure a fermarsi qualche istante prima di rispondere impulsivamente a un messaggio.

Non insegniamo quindi a non avere emozioni, pensieri o preoccupazioni.

Insegniamo a riconoscerli e ad avere con essi un rapporto diverso.

Perché oggi è importante parlarne?

Negli ultimi anni la salute psicologica di bambini e adolescenti è diventata una questione sempre più rilevante.

In Italia sono aumentate le richieste di aiuto per problematiche legate ad ansia, depressione, autolesionismo, agitazione e difficoltà nella regolazione emotiva.

Uno studio condotto presso il Policlinico di Bari ha analizzato 1.073 richieste di consulenza urgente di neuropsichiatria infantile tra il 2019 e il 2023, evidenziando nel periodo considerato un aumento significativo delle richieste legate, tra le altre cose, ad ansia, depressione, somatizzazione, autolesionismo e tentativi di suicidio.

Anche altri studi condotti in Italia hanno evidenziato un aumento degli accessi ai servizi di emergenza e delle consulenze neuropsichiatriche per problematiche psicologiche durante l'adolescenza.

Non significa che ogni bambino o adolescente sia destinato a sviluppare un problema psicologico. Significa, piuttosto, che promuovere fin dall'infanzia competenze di consapevolezza e autoregolazione può rappresentare una forma importante di prevenzione e promozione del benessere.

Dalla reazione alla possibilità di scegliere

La mindfulness non insegna a non arrabbiarsi. Non insegna a eliminare la paura, la tristezza o l'ansia. Insegna a riconoscere ciò che sta accadendo mentre sta accadendo.

Immaginiamo un ragazzo che riceve un messaggio che interpreta come offensivo.

La reazione automatica può essere immediata:

messaggio → rabbia → impulso → risposta aggressiva.

Attraverso la pratica possiamo imparare a creare uno spazio:

messaggio → mi accorgo della rabbia → riconosco cosa succede nel corpo e nella mente → mi fermo → scelgo come rispondere.

Quello spazio può essere molto piccolo.

Ma è proprio lì che comincia la possibilità di scegliere.

Lo stesso può accadere nella vita quotidiana di un bambino: durante un litigio con un compagno, davanti a una frustrazione, prima di una verifica, quando non riesce a fare qualcosa come vorrebbe o quando un'emozione sembra diventare troppo grande.